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    October 30

    ...magnifico...

    "Che cos'è che spinge una persona a detestarsi?"

    "Forse la vigliaccheria. Oppure l'eterna paura di vivere nell'errore, di non fare ciò che gli altri si aspettano"..."

     

    "...Nella sua vita, aveva spinto fino alle estreme conseguenze moltissime cose, ma solo tra quelle non particolarmente importanti, come trascinare dei litigi che si sarebbero risolti con semplici parole di scusa, o non telefonare più a un uomo di cui era innamorata, pensando che la relazione non avrebbe condotto a niente.

    Era stata intransigente solo quando era risultato facile esserlo: per esempio, dimostrando a se stessa la propria forza e la propria indifferenza, anche se in realtà era una donna fragile, che non aveva saputo emergere negli studi, nelle competizioni sportive scolastiche, nei tentativi di mantenere l'armonia nella propria casa.

    Aveva debellato i difetti più semplici, per ritrovarsi sconfitta nelle cose importanti e fondamentali. Riusciva ad assumere i tratti della donna indipendente, nonostante avesse un disperato bisogno di compagnia. Dovunque arrivasse, catturava gli sguardi

     

    di tutti i presenti: alla fine, però, concludeva la serata da sola, in convento, davanti al televisore che non sintonizzava neppure sui canali migliori. Agli amici aveva dato l'impressione di essere un modello che gli altri dovevano invidiare; aveva sprecato la parte migliore delle sue energie, tentando di essere all'altezza dell'immagine di sé che si era creata nella mente. Per questo non le erano rimaste forze sufficienti per essere se stessa: una persona che, come tutte, aveva bisogno degli altri per essere felice. Ma gli altri erano così difficili! Avevano reazioni mprevedibili, si circondavano di difese e si comportavano proprio come lei, mostrandosi indifferenti a ogni cosa. Quando compariva qualcuno più aperto nei confronti della vita, o lo respingevano

    immediatamente, oppure lo facevano soffrire, considerandolo inferiore e ingenuo.

    Forse, con la sua forza e la sua determinazione, aveva fatto colpo su molta gente. Ma dov'era arrivata? Nel vuoto. In una totale solitudine. A Villete. Nell'anticamera della morte...."

     

    "Che cos'è la realtà?"

    "Ciò che la maggioranza ha ritenuto che dovrebbe essere. Non

    necessariamente la situazione migliore, né la più logica, ma quella

    che si è adattata al desiderio collettivo. Vedi che cos'ho intorno al

    collo?"

    "Una cravatta."

    "Giusto. La tua risposta è logica, coerente per una persona

    assolutamente normale: una cravatta! Un matto, però, direbbe che

    porto intorno al collo un pezzo di stoffa colorata, ridicolo,

    inutile, annodato in maniera complicata, che rende difficili i

    movimenti della testa e richiede uno sforzo maggiore per far entrare

    l'aria nei polmoni. Se dovessi distrarmi mentre mi trovo vicino a un

    ventilatore, potrei morire strangolato da questo pezzo di stoffa.

    "Se un matto mi domandasse a che cosa serve una cravatta, dovrei

    rispondere: "Assolutamente a niente." Non può dirsi utile neanche per

    abbellirsi, perché oggigiorno è divenuta addirittura il simbolo della

    schiavitù, del potere, del distacco. La sua unica utilità si

    manifesta al ritorno a casa, quando una persona può togliersela,

    provando la sensazione di essersi liberata da qualcosa che non sa

    neanche che cosa sia.

    "Ma quella sensazione di sollievo giustifica l'esistenza della

    cravatta? No. Eppure, se domandassi a un matto e a una persona

    normale che cos'è il nastro che porto intorno al collo, sarebbe

    considerato sano colui che mi rispondesse: "Una cravatta."

    Non importa chi è nel giusto: importa chi ha ragione." ..."

     

     

     

    "Veronika Decide Di Morire"

    di

    Paulo Coelho 

    October 02

    .

    STOP!
    Non puoi percorrere troppo a lungo la stessa strada.
    Prima o poi comincia a sbriciolartisi sotto i piedi.
    Non è più tempo di camminarci sopra.
    Non fare inversione.
    Non tornare in dietro.
    E' un circolo vizioso.
    Ogni tanto ti fermi.
    Poi ricominci.
    Continui a camminare dritto senza guardare oltre.
    Sbagli.
    Trova una nuova strada.
    Inizia l'avventura.
     
    Chiara